RETE SOCIALE - SOSTEGNO SOCIALE - CAPACITà INDIVIDUALI
è un modello tridimensionale dei rapporti di interdipendenza tra la rete sociale, il sostegno sociale e le capacità individuali.
parlando di rete sociale, si intendono tutte quelle caratteristiche strutturali e oggettive del sistema.
il sostegno sociale invece può essere più soggettivo sia nel senso di percezione soggettiva del sostegno stesso, sia nel senso di storia e contesto personale del paziente.
le capacità individuali sono personali e peculiari all'individuo e comprendono capacità fisiologiche
cognitive
emotive
comportamentali
l'intervento come INTER-VENIO:
VENIO: il terapeuta deve compiere un movimento verso il paziente e il paziente verso il terapeuta -> partecipazione attiva
INTER: necessità di correlazione, il movimento deve condurre a un contatto tra due enti
l'intervento indica quindi una sequenza di attività finalizzate a decidere se esercitare azioni, quali e come queste vanno messe in atto.
questo implica anche il sapere cosa fare, quando e come (!)
DUE TIPI DI INTERVENTO CLINICO
-> TERAPIA: aiuto dato al paziente per affrontare problemi personali in modo da sviluppare una modalità di vita consapevole e un approccio risolutivo ai problemi costruttivo, maturo e positivo
-> CONSULENZA: finalizzata a fornire strumenti e conoscenze ai membri di un sistema sociali sufficienti e utili per metterli in grado di modificare proficuamente il loro sistema sociale.
INTERVENTO -> INTERVENIO -> VENIRE TRA -> COLLABORAZIONE
gli interventi della terapia possono essere suddivisi in otto categorie, lungo un continuum espressivo - supportivo (queste due definizioni oscillano a seconda della prevalenza degli interventi supportivi o espressivi, ma non c'è una regolazione fissa rigida)
INTERPRETAZIONE
è uno strumento fondammentale e dicidivo del terapeuta, si basa sull'interpretazione non perentoria ma chiara di un comportamento inconscio del paziente MA il paziente deve avere delle basi per recepire, quindi il comportamento deve essere almeno parzialmente elaborato e vicino alla sua coscienza, anche se non pienamente chiaro.
OSSERVAZIONE
un'osservazione si differenzia dall'interpretazione perchè non tenta di (continua)
l'Alleanza terapeutica riguarda la capacità di collaborare in maniera produttiva con il terapeuta. Molti sono i fattori che la influenzano, specialmente il prestare attenzione fin dall’inizio da parte del terapeuta (altrimenti non ci sono i presupposti per iniziare). E' il fondamento peraiutare i pazienti ad identificare gli obiettivi in modo chiaro e univoco ed esprimere l'intento di essere collaboratori al loro fianco per perseguire scopi costruttivi e positivi.
Principi di Psicoanalisi NEUTRALITA', RISERVATEZZA, ASTINENZA
Sono dei concetti chiave della psicoanalisi. Tuttavia, da molte decumentazioni dei pazienti di Freud, si evince che egli stesso era solito contravvenire in modo massiccio a ciò che lui stesso raccomandava, in via abbastanza estrema. Parla in effetti di "Indifferenz" più che di neutralità, ma l'indifferenza presuppone una tonalità piuttosto negativa non espressa di emozioni, comunque.
Oggi giorno è diffusamente accettatoun concetto di Neutralità come un coinvolgimento opportuno, non eccessivo, disciplinato e professionale del terapeuta in quanto attore del campo controtrasferale della terapia.
I terapeuta quindi è parte attiva di questo processo che potrà mostrare il giusto grado di interesse, partecipazione e calore nel più puro interesse dell'utilità per il paziente, e una soddisfazione parziale delle richieste contransferali della persona che chiede aiuto, spesso, anche in modi non sempre "lineari". Qui in effetti veniamo direttamente al principio di Astinenza, che oggi si intende regolata ma non rigida, fertile e non dispotica, così da rendere l'analisi un momento anche di comprensione, relazione e parziale soddisfazione dei bisogni umani del paziente che vedrà in questo un incentivo alla comunicazione e non una dipendenza oppure una ripetizione di dinamiche di sadismo psicologico.
Riassumendo, un buon terapeuta dovrebbe mostrare una posizione non giudicante in modo negativo ed esplicito verso il paziente e i suoi derideri - azioni - pensieri, così da evitare un rafforzamento del giudizio sclerotizzato che egli ha di sè. Tuttavia è utile tenere presente che un certo grado di giudizio abilmente gestito è necessario per quei pazienti con comportamenti pericolosamente autolesivi, senza rinforzare l'aspetto negativo ma offrendo un punto di raccolta per quell'interessamento che è mancato loro nel percorso evolutivo che si è interrotto.
Più chiara è la posizione attuale sulla Riservatezza: raramente è opportuno divulgare notizie specifiche e dettagliate sulla propria situazione e vita privata, in quanto si innesca quasi sempre un senso di aspettativa, controllo o peso nel paziente, che a volte si persuade di dover prendere carico anche della vita del proprio analista anzichè concentrarsi sulla sua.
Questo blog nasce più che altro come mio aiuto mentale per tenermi care le mie riflessioni e i miei appunti di psicologia. Dato che sto affrontando la specialistica di psicologia clinica, non è sempre facile!